domenica 27 marzo 2011

Las Ramaàs (Sentiero dei Valdesi)


Sabato 26 Marzo 2011  


In poco meno di un'ora nella stessa mattinata di Sabato mi sposto dalla Val Clarea sul versante opposto a sud, ossia l'Alta Val Susa (comprensorio Chiomonte- Ramaàs)dove ho individuato un sito da percorrere con le racchette da neve,pia illusione perché ormai con queste temperature dovrei salire almeno fino a 2000 metri.Nel risalire lungo la stretta e ripida strada un meraviglioso colpo d'occhio sul versante nord della Val Susa a partire dal Monte Orsiera fino all'Assietta andando da est verso ovest,bell'innevamento sopratutto verso la sciovia del Pian del Frais,l'area più nevosa della zona a sentire i residenti.

In alto da sinistra M.Pintas,Fattiere,Mezzodì e Ciantiplagna
Nel risalire verso la virtuale base di partenza ,borgata S.Antonio non posso fare a meno di notare la bellissima chiesetta di S.Andrea situata prima del bivio per S.Colombano ove è situato un agriturismo che di fatto è l'unico locale di ristorazione che possa definirsi tale  in quella zona.Guardando dietro verso Ovest si nota l'inconfondibile fortificazione di Exilles con le vette innevate che fanno da sfondo,uno spettacolo per gli occhi...e per la macchina fotografica!

Chiesetta di S.Andrea di Ramats

Forte di Exilles ove fu rinchiusa la "Maschera di ferro",il fratello di LuigiXIV







Proseguendo per alcuni chilometri lascio sulla mia destra le indicazioni per Cels ed Exilles e raggiungo cosi la Borgata S.Antonio.Quì termina l'asfalto e inizia lo sterrato che presumibilmente se innevato era un percorso per le racchette da neve e che conduce alla Cappella Bianca,o più precisamente la Cappella di S.Croce dalla quale si vede la sottostante Val Clarea,e dalla quale di può raggiungere il Monte Quattro denti e il Pertus di Romean Colombano antesignano dei trafori, costruito nel lontano 1526-1533 per canalizzare dal versante  del Moncenisio dell'acqua sull'arido versante in cui si trova l'area geografica chiamata Las Ramaàs



La Parrocchiale


                                       Borgata S.Antonio




Proseguo circa un chilometro in auto lungo lo sterrato, ma poi decido di lasciare la medesima  in uno spiazzo e proseguire a piedi seguendo il segnavia individuato a monte. La salita è decisamente faticosa causa le pietre instabili e la presenza di parecchio fogliame che rende scivoloso il percorso ;in ogni caso in poco di un'ora raggiungo la Cappella Bianca il cui vero nome è Cappella di S.Croce.Spettacolosa vista verso il versante nord della Val Susa,mentre il Vallone di Tiraculo che scende in Val Clarea è parzialmente coperto dai rami degli alberi,in particolare Faggi,Larici e Pini Silvestri



Case Alberet


Cappella di S.Croce


Foto di rito con l'autoscatto e ritorno per l'ampio sterrato che proveniente  da Case Baltier,raggiunge prima le baite ben conservate di Case Chejero,e poi Case Alberet e qui con grande sorpresa noto un segnavia con scritto "Sentiero dei Valdesi" probabilmente il prosieguo di quello della Val Clarea attraverso il laterale Vallone di Tiraculo Da qui dopo aver fatto alcune foto proseguo per circa due chilometri e raggiungo l'auto,sono le 15,30 ho tutto il tempo di fare un po' di esplorazione di tipo culturale ,e infatti individuati nuovi segnavia ho modo di raggiungere il Museo di Giaglione,che seppur chiuso ha all'esterno dei pannelli informativi circa il Glorioso  rimpatrio Valdese.Dalla lettura scopro di aver fatto per caso alcuni tratti del sentiero GRV e ne scaturiscono nuove idee per il futuro quando anche a nord la neve se ne sarà andata


Val Clarea (Sentiero dei Valdesi)

Nei pressi del segnavia GRV (Glorioso rimopatrio Valdese)


Sabato 26 marzo 2011

Quante volte salendo e scendendo lungo i tornanti del della strada che porta al Moncenisio ho sfiorato il bivio che porta in Val Clarea, per non dire quando nei lontani anni 70  andai alla Ramats poco oltre Chiomonte  con la mia ex coniuge ;da questo sito avrei potuto vedere dall’alto la valle stessa; invece ho dovuto aspettare una mail che parlava di questo luogo come possibile luogo di transito del Tav, treno alta velocità. Incuriosito, oggi ho deciso di andare a visitare questa valle collaterale dell’Alta Val Susa per cui dopo qualche peripezia, e dopo essermi perso in Giaglione intorno le 10.00 raggiungo Case Pietra Porchera, dove con sorpresa vedo il segnavia GRV, Glorioso rimpatrio Valdese.




Monte Rocciamelone visto dall'imbocco Val Clarea
                    
                             
I Valdesi passarono in questa valle attraverso il Col Clapier 2477 metri ,provenienti dalla Svizzera da cui erano partiti il 26 Agosto 1689,per raggiungere Bobbio Pellice il 9 settembre 1689 Oltre ai 200  km percorsi sostennero due scontri armati col i soldati del Duca duca di Savoia Vittorio Amedeo II ,la prima volta a Giaglione,la seconda a Salbertrand.Il rientro dalla svizzera fu organizzato dal pastore Henri Arnaud e dal notaio ugonotto Antoine Turel.Per altro per aggirare le truppe sabaude dovettero poi risalire il Vallone di Tiraculo e raggiunta la dorsale che porta  ai  Quattro denti si diressero verso Salbertrand per salire a Monfol e quindi verso l’Assietta
Case Pietre Porchera con sullo sfondo il Col Clapier 

                    
                       
Il segnavia  da 3h 30 minuti per il colle,io ne programmo un paio considerata  l’ora e l’assenza di un manto di spessore omogeneo che mi permetta di usate le racchette da neve fino all’obbiettivo:per cui risalgo l’ampio sterrato per circa un’ora e arrivato in presenza dei resti di una slavina interrompo l’escusrsione.Vediamo a questo punto la situazione geografica,seguendo le lancette dell’orologio e usando come riferimento il Vallone di Tiraculo che inizia poco dopo l’invaso artificiale .
             

                         Niblè a sinistra al centro il Colle dell’agnello R.Ambin
                                        
Sulla mia sinistra il Vallone di Tiraculo con sovrastanti i Quanttro Denti,il Monte Clopacà e il Passo Clopacà, poi il Monte Niblè, Colle dell’Agnello,Roccad’Ambin,GranToasso,Denti dell’Ambin,il Col Clapier,Punta della Vecchia,Punta Tricuspide,Passo Avanzà,Punta Toasso Bianco e punta  Mulatera


                                   Monte Niblè



                   
                                     
Vista la situazione mi ritaglio un po’ di per  tempo per osservare le belle baite non ancora diroccate con tetto in losa a piuma d’uccello poi un’esplorazione ravvicinata  alla Case Pietra Porchera.Fatto ciò scendo verso valle mi fermo a fare ancora alcune foto alle baite poco prima del bivio di Vertsaurè.Ancora un paio foto all’invaso di cui non sapevo nemmeno l’esistenza e poi giunto nei pressi di Grange di Buttigliera al bivio per il Rifugio Arvanà faccio una foto alla sud-ovest del Rocciamelone verso il Rifugio Stellina.Ridiscendo quindi verso Susa.



 

martedì 22 marzo 2011

La Rocca-Alpe Gagnor



Massiccio Orsiera  Rocciavrè da Campo dell'Alpe
 Domenica 6 Marzo  2011

Giornata bellissima che si prospetta molto calda con ragionevole rischio valanghe, decido di intraprendere l’itinerario classico per Collombardo oppure andare alla ricerca di Alpe Grisolo, l’unico sito mai raggiunto in questa area geografica che frequento da quasi 18 anni.Da Rivoli,Condove,Mocchie poi il  bivio Collombardo.
Poi Chiambeiretto.Lay,Bigliasco,Dravugna,LaRocca,Prato del Rio, Beluardo,Alpe Goia,Alpe Tinetti,Vacche Rezza,Alpe Gagnor,Alpe Ghet queste sono le borgate fino al Vallone della Lunella,che si raggiunge lasciando sulla destra la  strada che prosegue per il colle .Da est verso ovest le prime asperitàTruc Castelleto,Truc Giulianera e il Truc Censurano di fronte ad Alpe Tinetti.e Vacche Rezza  Con l’occasione vista discreta presenza di  neve ne approfitto per fare un reportage fotografico su alcune borgate mai filmate in veste invernale, e precisamente borgata  Gagnor e Bigliasco

Borgata Gagnor
                    
                                                    
Lascio dunque l’auto sul lato destro della chiesa di La Rocca ,poi ridiscendo per un breve tratto verso Dravugna,ma poi svolto a destra al segnavia per Campo dell’Alpe.Taglio una praia in mezza costa e raggiungo in 20 minuti la chiesa di S.Lorenzo in quel del Prato del Rio.prima del quale c’è un ponticello dedicato ad un alpino probabile ex residente della Borgata


Borgata Dravugna
                
                                  

Proseguo poi sullo sterrato per 300 mt fino alla sbarra di interdizione al trraffico, da dove si vede il massiccio dell’Orsiera Rocciavré,in particolare il Vallone del Sangonetto e il Vallone del Gravio omonimo di quello in cui mi trovo. Almeno cinque automezzi posteggiati nei pressi della sbarra, coloro che evidentemente  sapevano che la strada era percorribile fino a quel punto; in sostanza siamo all’altezza di Borgata Beluardo poco più in alto sulla mia destra.

Massiccio Orsiera Rocciavrè da Rio Balmosello
                  
                                  
Nominiamo allora queste bellissime vette partendo dal Vallone del Sangonetto confinante con la Val Susa e viceversa. Partendo da est verso Ovest- Colle Bione,Monte Prsa Vecchia,Colle del Termine,Colle Remondetto,Roccia Corba,Colle Bione,Carra Saettiva,Punta dei Loson,Colle Benmulè,Pian dell’Orso,Colle Salancia,Monte Salancia,Colletto del Salancia,Monte Muretto,Monte Costabruna,Colle delle Vallette da ovest verso est Monte Pian Reale,Rocca Rossa,i Tre Picchi del  Pagliaio e il Monte Mutera

                  
                                              IL Vallone della Lunella sullo sfondo





Vediamo ora nei dettagli il versante sud-est del Valone del Gravio ,diciamo da est verso ovest,Punta Rossa,Monte Cometto,Colle Aciano,Punta il Villano,Pian Paris,Punta Malanotte,Colle Malanotte,Punta Cristalliera,Colle Pra Reale,Monte Rocciavrè,Punta del Lago Nord,Colletto del Rocciavrè e Pian Reale

Val Gravio 
                              
Il Vallone del Rio Gerardo,Corrente e Orsiera  è una denominazione impropria che mi serve come elemento di distinzione per il valloncello dove è situata Alpe Toglie.e il Casotto dell’Orsiera.
Sul Versante  nord ovest la Punta Mezzodì ,La Rocca Nera,Punta Gavia.il Colle del Sabbione e  quindi Pian Paris
                               
Alpe Tinetti
                                                                 
Circa l’escursione perso il sentiero per Alpe Grisolo, ho proseguito faticosamente attraverso la  pineta che si sviluppa  parallela allo sterrato principale e mi sono raccordato sul medesimo all’altezza di Alpe Goia. Come sempre ho superato poi il Mausoleo del Vaccherezza e raggiunto le baite di Alpe Tinetti ho proseguito per il solito percorso ,superando l’alpeggio  Vacche Rezza per raggiungere poi Alpe Gagnor  dove ho interrotto l’escursione. Il ritorno sul facile sterrato ricoperto di neve marcia causa l’alta temperatura , in compagnia di due escursionisti che incontro poco dopo Beluardo. Alle 15,00 raggiungo l’auto per complessive 5h di escursione. Niente ritorno a casa ma spostamento a Coazze ad assistere alla presentazione di  un libro del giornalista de “La Stampa” Beppe Gandolfo,l’incontro è stato organizzato dall’Asociazione Val Sangone nella persona di Mara Rosso mia amica di Facebook

Il Truc Censurano a sinistra in primo piano

                  
Gola del Vaccherezza
                       

                    
                                    

La Ruậ-Col Laz-Arậ


  
                       La Ruậ




Sabato  5  Marzo  2011

Un po’ rocambolesca l’escursione odierna con Lory, prevista in un primo tempo ad Usseaux; poi complice una lunga coda di auto nei pressi di Perosa Argentina decido di tornare indietro a S.Germano Chisone per poi raggiungere Pra Mol e successivamente la  Ruậ Tutto secondo quanto indicatomi da Roberto il mio amico Barbet conosciuto su Facebook. Roberto valdese di Torre Pellice conosce a menadito le montagne della zona per cui mi ha suggerito un percorso a prova di valanga. Negli anni 70 ricordo che venni a fare una gara podistica in questa zona non mi sovviene  se a S.Germano,o Pra Mol addirittura a La Ruậ Alle 10,00 eccomi dunque a posteggiare in prima istanza nei pressi del la Gleizo Valdezo di Ruatta (La Ruậ).Poi visto la strada sgombra di neve vado a posteggiare nei pressi delle indicazioni per Buas (Bosi),Ciaurenc(Ciaurenchi),Ribet(Ribetti)Micialet (Micialetti).


                                                    Prima dei Planet





                                             Costa Laz-Arậ

Vediamo ora la disposizione delle vette e colli che fanno da contorno a questo semicerchio  immaginario: in senso orario guardando da Rue-B.ta Molino Nuovo si vedono  nell’ordine  Monte La Buffa,il Passo di Pra La Mura, Monte Castelletto ,Colle Vaccera,Monte Servin,Monte Cialmetta,Rocca Roussa, Colletto di Souirian.Gran Truc,Piano Friera,Costa  Laz-Arậ,Truc Lausa e Bric Bartulot. Interessante la bacheca informativa poco oltre Pra Mol  dove si recita che della frazione Ruera  un tempo centro di Fabbri Ferrai ,poi Lassie dove è situato il municipio di Pra Mol Ba.Poi la Chiesa della Natività di Vergine Maria.Poi oltre Pra Mol l’ingresso della Miniera di Grafite di Icla-Brutta Comba attiva fino al 1983.Poi ancora la Fontana della Frana nei pressi di Borgata Tournim costruita a ricordo delle vittime di una frana caduta nel dicembre 1960 e che uccise 9 persone .Vediamo ora cosa c’è d’interessante nel pannello successiva di Lî Plenc - La  Ruậ.La scuoletta di Beckwith in borgata Pellenchi;a La Ruậ e le sue meridiane ,La Gleizo Valdezo.la Chiesa sconsacrata di S.Maurizio.



                                                       
                                               Le punte della Val Germanasca

                  
                                             Sul Col Lauza


Una certa valenza riveste anche la corsa campestre che si tiene il 15 Agosto. Il Moulinas (antico mulino del 1770),poi il Tichoun lapide che ricorda i caduti partigiani dell’11 Novembre 1944,poi le incisioni rupestri sul Roccho Clapie sulla destra orografica del torrente Risagliardo. Interessanti i triceramenti sul C.Laz-Ara che non ho visto causa neve, e le incisioni rupestri sul monolito Roccho Velho raggiungibile tramite la carrozzabile per Leiretta-La Sea.Parliamo ora di escursioni in zona;il Gran Truc (2364 metri)attraverso il C.Laz-Arậ,le Baisse del Truc.Poi la conca del Baisasso che divide la dorsale tra Pra Mol e Pomaretto,e il Truc Lauza raggiunto con Lory senza saperlo,da questo truc si estrevano le pietre per fare le lose delle Malghe e delle abitazioni. Raggiungibile da borgata Sapiat l’antica cava di roccia del Rocho Roubéarjo.Poi la Gardetta,non lontana dalla Leiretta,e la Fountan’o d’Friaro che sgorga dal Coumbasso .Dal punto di vista gastronomico non bisogna dimenticarsi della pregiata ricotta  Seras del Fen fatta stagionare nella paglia. Torniamo quindi a l’escursione che si svolge su una comoda strada (percorso naturalistico) che attraverso una pineta raggiunge prima  località I Planet, poi il bivio per Leiretta e poi la Costa del Laz-Arậ.Qui pieghiamo decisamente verso  Nord Ovest per arrivare nei pressi del Truc Lausa.Complice il cielo sereno una visuale  che da sud est spazia dal Monviso,lo spartiacque sulla Val Pellice, poi il Gran Truc, poi

                                          
                                            Vista sul Gran Truc




                                    
                                             Veduta sul Vallone del Massello

la Val Germanasca, l’alta Val Chisone,il Massiccio dell’Orsiera  Rocciavrè che degrada sulle montagne della Val Sangone. Un lauto pranzo ,foto di rito e ritorno dal medesimo percorso con un accenno di nuvole che per un attimo avvolgono il versante di Pra Mol. Molti escursionisti in mattinata e altrettanti al pomeriggio malgrado la tarda ora. Alle 15,00 raggiungiamo l’auto per complessive 5h di escursione in una splendida giornate ante primavera